Comunicare l archeologia

martedì, 09.02.10

Archeologia e città: riflessione sulla valorizzazione dei siti archeologici in aree urbane

Si segnala l'Incontro di Studi "Archeologia e città: riflessione sulla valorizzazione dei siti archeologici in aree urbane", che si svolgerà nei giorni 11 e 12 febbraio 2010 presso il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme (qui il programma completo dell'evento). 

L’incontro di studi si propone di affrontare i temi dell’archeologia urbana e preventiva nello sviluppo urbanistico moderno e della convivenza tra passato e presente nelle città a continuità di vita. La necessaria continua evoluzione delle città odierne rende particolarmente attuali le problematiche relative alla conservazione dell’antico e al contributo che la valorizzazione del patrimonio storico può dare allo sviluppo cittadino.

Si propone di discutere il rapporto tra i siti archeologici e le conurbazioni urbane dal punto di vista della valorizzazione e della fruizione delle testimonianze storiche all’interno della progettazione urbana. Si vuole mostrare il valore del rapporto antico-moderno e la potenzialità della valorizzazione dei siti archeologici come elementi di sviluppo nelle trasformazioni urbanistiche delle città contemporanee. In tal senso si vuole reinterpretare in chiave positiva la dialettica tra la pianificazione urbana e l’archeologia preventiva come fulcri dello sviluppo cittadino. Infine si vuole sostenere l’importanza della realizzazione di “musei diffusi” della storia cittadina, già presenti in ambito europeo e italiano.

Gli interventi avranno come fine quello di presentare dei casi di studio su scala non solo italiana, con gli esempi di Roma, Brescia, Rimini, Ravenna,Pozzuoli, Pomezia, ma anche europea, in particolare Barcellona, Saragozza, Marsiglia, Parigi, Londra. Sulla base di essi, del confronto tra essi e tra le varie soluzioni prospettate, si aprirà un dibattito che offrirà certo spunti di riflessione sull'importanza dell'archeologia urbana e sulla necessità chei suoi frutti non rimangano un qualcosa di separato dalla città contemporanea, ma ne siano invece parte integrante e importante.

lunedì, 01.02.10

FARE LA SPESA E ACQUISTARE...ARCHEOLOGIA!

All’Ipercoop di Sesto Fiorentino i resti di una villa romana

Nel parcheggio sotterraneo dell’Ipercoop di sesto Fiorentino (FI) chi va a fare la spesa o shopping al centro commerciale può approfittarne per fare un tuffo nel passato visitando i resti di una villa romana venuta in luce durante i lavori per la realizzazione del parcheggio.

L’area archeologica non è particolarmente grande, né presenta resti particolarmente spettacolari agli occhi dell’ignaro cliente dell’Ipercoop, ma è stata concepita in modo da comunicare nel più breve tempo (quello che in media un curioso può concedere ad una cosa così strana come vedere dei resti archeologici nell’ultimo posto in cui gli verrebbe in mente di trovarli!) la maggior mole di informazioni possibile. Così lo spettatore nello stesso momento vede le strutture, che gli vengono spiegate con un’adeguata pannellistica, scopre che l’area di Sesto Fiorentino è frequentata fin dalla preistoria e dall’antichità, e può vedere anche come lavorano gli archeologi: sì, perché alcune sagome a grandezza naturale rappresentano gli archeologi al lavoro: chi al setaccio, chi mentre fa un rilievo, chi mentre porta la carriola...è ricostruita persino la baracca/magazzino per il ricovero degli attrezzi.

L’area archeologica è pubblicizzata all’ingresso del centro commerciale, così anche chi lascia l’auto in superficie può, se incuriosito, andare a vedere il sito.

La scelta di lasciare visibile al pubblico, alla clientela del centro commerciale, la villa romana è stata senza dubbio coraggiosa: una scommessa, quella di portare l’archeologia in un luogo assolutamente inconsueto, che va premiata e che dovrebbe stimolare altri esempi di questo tipo. Nell’area di Firenze, del resto, esistono analoghe “musealizzazioni”, anche se meno spettacolari: in pieno centro storico, in via del Proconsolo, per esempio, una boutique occupa il piano terra di un palazzo al di sotto del quale è venuto alla luce un tratto delle mura della città romana con relativa torretta circolare. Una pavimentazione trasparente permette di vedere dall’alto i resti ben conservati e restaurati. Così accade che chi entra in questo museum/store, come esso stesso si definisce, per fare shopping, oltre al capo d’abbigliamento più glamour del momento può acquistare, e gratis, un’inaspettata esperienza di contatto con l’archeologia.

La speranza è che, dato che nelle nostre città il patrimonio archeologico che emerge ogni giorno negli scavi urbani lo consente, ci siano sempre più realtà in cui il resto archeologico venga valorizzato in un contesto che a prima vista non gli appartiene, ma cui in realtà è profondamente legato per ovvie ed evidenti ragioni storiche. La sorpresa nel trovarsi davanti un sito archeologico in un posto in cui nessuno si immaginerebbe di trovarlo prepara le basi di un’efficace comunicazione dell’informazione archeologica: lo spettatore, incuriosito e stupito, è bendisposto ad accogliere l’informazione, magari, addirittura, la riporta ad altri. Ed ecco che così la scoperta archeologica esce dall’anonimato e va ad arricchire il bagaglio culturale di chi, del tutto inaspettatamente, se la trova davanti.

Marina Lo Blundo

01/02/2010

lunedì, 04.01.10

ARCHEOMATICA: una nuova rivista sulle tecnologie applicate ai Beni Culturali

E' nata una nuova rivista dedicata alle tecnologie applicate ai Beni Culturali. Si tratta di ARCHEOMATICA, una rivista dedicata alla presentazione e alla diffusione di metodologie avanzate, tecnologie emergenti e tecniche per la conoscenza, la documentazione, la salvaguardia, conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale. La rivista si propone di pubblicare articoli  scritti da ricercatori, archeologi, storici, conservatori e restauratori, per la diffusione di nuove metodologie specifiche e dei risultati sperimentali.

Archeomatica, si legge nell'editoriale al Numero Zero della rivista (online qui), nasce dall'esigenza di colmare un vuoto nel settore dell'informazione tecnico-divulgativa per le tecnologie applicate alla gestione, conservazione, restauro e mantenimento del patrimonio culturale. La rivista si pone quindi come obiettivo la divulgazione ad ampio spettro, la promozione e lo scambio di conoscenze per la tutela, la conservazione e la valorizzazione del Patrimonio Culturale, riservando una particolare attenzione ad un buon equilibrio tra livello scientifico accessibile e una divulgazione allargata. 

Il numero zero è consultabile on-line al sito web http://www.archeomatica.it/

lunedì, 30.11.09

The “Virtual museum of the European roots”: discovering our cultural heritage online

F-MU.S.EU.M (form Multimedia System for a European Museum) organizza per il 3 dicembre 2009 a Roma (Sala Gonzaga del Campidoglio, via della Consolazione, 4) la Conferenza internazionale "The virtual museum of the European roots": discovering our cultural heritage online, con lo scopo di presentare i risultati del progetto che ha portato alla nascita di un Museo Virtuale delle radici europee, il Virtual Museum of the European Roots, già consultabile, anzi visitabile, online al sito www.europeanvirtualmuseum.net.

Il progetto, incentrato sulla cultura e l'arte della preistoria, ha portato alla realizzazione di un prodotto alla portata di quanti, desiderosi di conoscere la preistoria europea, sono interessati a fare un tuffo in quello che si potrebbe definire il museo dei musei di preistoria europei. Virtuale, naturalmente.

L'iniziativa, lodevole senz'altro, così come verrà presentata nella Conferenza del 3 dicembre mette in luce il ruolo sociale del nostro mestiere, in quanto mira a creare una piattaforma unica per rivelare le radici comuni dell'Europa (il che è un bello spunto...), mentre suscita alcune perplessità riguardo altri aspetti, tra cui uno in particolare: si può infatti dubitare che un museo virtuale, online, possa aiutare lo sviluppo del turismo culturale, come invece sembra si auspichino i promotori. E' una piattaforma culturale e tematica, con i suoi pregi e i suoi difetti, anche a livello di navigazione.

I musei virtuali sono un tema molto attuale: utili senz'altro, lodevoli sicuramente, purché non si perdano di vista i musei reali!!

 

30/11/09

Marina Lo Blundo

venerdì, 13.11.09

Nuove tecnologie per lo studio e la fruizione delle arti – 19/11/09

Si terrà a Genova il 19 novembre 2009 la Giornata di Studio “Nuove tecnologie per lo studio e la fruizione delle arti”. Organizzata dalla scuola di Dottorato di ricerca in Arti, Spettacolo e Tecnologie Multimediali dell’Università di Genova, la giornata si svolgerà nell’Aula Magna di via Balbi 2 (facoltà di lettere e filosofia) al mattino per poi spostarsi in Aula 6 (stesso indirizzo) nella sessione pomeridiana.

Si riporta il programma degli interventi, ricco di spunti interessanti per chi si occupa di comunicazione dei Beni Culturali:

I PARTE – Strumenti e ricerca

9.30 Giulia Savio - Dictionary of Art Historians: studio del caso.

9.50 Alessandra Visentin - Archivio multimediale di videoarte in rete.

10.10 Mirvana Contini - Dai primi approcci digitali al web del futuro.

10.30 Simona Bernardello - Le fototeche, strumento didattico e divulgativo: studio di casi.

10.50 Sara Serafini - Il primo e-book di storia dell’arte: work in progress…

II PARTE – Fruizione e promozione

11.30 Francesca Puddu - Musei e social network: didattica, interpretazione o pubblicità?

11.50 Ginevra Domenichini - Politiche culturali aziendali e nuove tecnologie: una coppia riuscita? Riflessione su alcuni casi studio in Italia.

12.10 Francesca Cavallero - Fruizione attiva di beni culturali: le prospettive della ricerca.

III PARTE – Arti e linguaggi

15.00 Domenico Quaranta - Schermi urbani e “media facades”. L'edificio come display.

15.20 Elisabetta Goggi - Il trailer cinematografico e la comunicazione.

15.40 Stefania Schibeci - Cinema e new media: problematiche e possibili sviluppi.

16.00 Luca Bochicchio – Metodologie e tecnologie per un Archivio d’Arte Contemporanea.

16.20 Federica Natta - Multimedia e teatro: per un nuovo approccio al versante della

documentazione. Il caso italiano di Herla e Atasi.

lunedì, 02.11.09

Master in MULTIMEDIA ENVIRONMENTS AND CULTURAL HERITAGE

Segnaliamo il Master in AMBIENTI MULTIMEDIALI PER I BENI CULTURALI - MULTIMEDIA ENVIRONMENTS AND CULTURAL HERITAGE, che si svolgerà nell’anno accademico 2009-2010 presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

Il master è incentrato sulle metodologie e tecniche multimediali e sulla loro applicazione nell’ambito dei Beni Culturali: propone un percorso formativo incentrato sulla conoscenza ed esperienza dei beni culturali e soprattutto sulle competenze informatiche relative alle applicazioni multimediali specifiche nel settore. Il master si rivolge a giovani di formazione umanistica, scientifica e tecnologica con interesse a maturare competenze nell'ambito delle nuove tecnologie di catalogazione, gestione, analisi e comunicazione dei Beni Culturali. Si mira alla formazione di nuove professionalità interdisciplinari, esperte in metodologie e tecniche multimediali con una preparazione approfondita specificatamente per il patrimonio culturale. 

Il Master ha una durata annuale e la scadenza per le iscrizioni è il 9 novembre 2009.

Info: http://www.unina.it/studentididattica/postlaurea/master/dettagli.jsp?cont=269 

venerdì, 30.10.09

Trekking urbano a Genova: appuntamento il 31 ottobre

Quasi un anno fa davamo notizia dalle pagine di questo blog dell’interessante iniziativa del trekking urbano, una realtà effettiva già in alcune città d’Italia, prima fra tutte Siena. All’epoca, era il febbraio scorso, auspicavamo che analoghe iniziative potessero svilupparsi adeguatamente a Genova, che vanta il centro storico più grande d’Europa e che quindi ben si presta ad essere percorsa a piedi.

La risposta non si è fatta attendere. Genova si è fatta sentire.

Già il 13 ottobre 2009, nel corso della Conferenza Stampa Nazionale sul Trekking Urbano, cui “Comunicare l’archeologia” ha partecipato, è stata sottolineata l’importanza di questa buona pratica, innanzitutto perché comprende nel suo percorso l’acquedotto storico di Genova, importante monumento della città, ma soprattutto è stata messa in rilievo una caratteristica interessante del trekking urbano: un’iniziativa del genere fa bene alla salute! Ma non solo: oltre che alla salute propria, il singolo che pratica il trekking urbano fa bene anche alla salute della città: è stato sottolineato infatti che grazie ad esso la gente frequenta aree ormai fuori dai consueti percorsi turistici del centro cittadino, convergendo piuttosto verso aree “ai margini” ma non per questo meno ricche di storia, di bellezza e di stimoli; questo comporta la frequentazione di aree più “rurali” (concedeteci il termine), come ad esempio la Val Bisagno. Attraverso il trekking urbano, poi, si può assistere ad un’efficace opera di comunicazione dell’archeologia, quando nei percorsi sono inserite aree o siti di interesse archeologico misconosciuti ai più.

Il 31 ottobre si svolge a Genova, che questa volta è capofila in Italia, la VI Giornata del Trekking Urbano, con due percorsi, uno nel centro storico di Genova, l’altro proprio verso l’acquedotto storico di Genova. E nel Parco dell’Acquedotto Storico di Genova si svolgerà il Convegno “Il Trekking tra cielo e mare. Cultura e Turismo”, cui parteciperà tra gli altri il comune di Siena, che a suo tempo fu capofila nella promozione dell’Urban Trekking in Italia, e una rappresentanza del Ministero del Turismo, segno che, tutto sommato, quella del trekking urbano non è un’idea così peregrina per sviluppare il turismo culturale in Italia.

30/10/09

Matteo Sicios, Marina Lo Blundo

martedì, 27.10.09

"Comunicare l'archeologia": Daniele Manacorda a Trento

Domani 28 ottobre 2009 a Trento alle ore 17.30, nell'area archeologica sotterranea del SASS, Daniele Manacorda terrà un incontro sul tema "Comunicare l'archeologia".

Il tema dell’incontro si concentra sul rapporto tra archeologia e società, rapporto che si è fatto più intenso negli ultimi anni a fronte di una maggiore consapevolezza della funzione strategica dei Beni Culturali. Verranno affrontate le diverse modalità di rendere pubbliche le ricerche archeologiche e di valorizzarne i risultati, per un arricchimento culturale di tutta la società. Per divulgare bene occorre uscire dalla cerchia degli ‘addetti ai lavori’ e trasferire le proprie conoscenze illustrando il risultato delle indagini scientifiche ma anche esponendo il motivo per cui quelle indagini sono state avviate. Compito degli archeologi è coniugare il rigore scientifico con la passione civile del loro racconto per fare scoprire al vasto pubblico il valore dell’eredità culturale che appartiene a tutti e che va tutelata, conservata e valorizzata.

Manacorda, che da anni tiene una rubrica sulla rivista Archeo, dalla quale parla al pubblico di lettori apassionati del mestiere dell'archeologo, scende in piazza - anzi, sotto la piazza - per affrontare un tema, quello della comunicazione dell'archeologia, caro a molti, ormai anche nell'ambiente accademico. Il titolo dell'Incontro, Comunicare l'archeologia, senz'altro efficace, appare però ormai un po' inflazionato: sempre da più parti si usa quest'espressione, ci si sciacqua la bocca, per dirla prosaicamente, per attirare pubblico - un esempio l'abbiamo visto proprio pochi giorni fa a Genova a proposito della storia. Ci auguriamo però che Manacorda parli proprio di quello che il suo titolo esprime: il rapporto tra archeologi e società, i modi del dialogo tra archeologi e grande pubblico in vista del fine comune che è la conoscenza, e quindi la tutela, del patrimonio culturale di tutti.

27/10/09

Marina Lo Blundo

 

lunedì, 26.10.09

Comunicare gli archivi

Si svolgerà domani 27 ottobre 2009, presso l'Archivio di Stato di Torino, l'incontro "Comunicare gli Archivi: nuove esperienze di valorizzazione e divulgazione".

Ogni archivista sa che gli archivi sono miniere inesauribili di documenti utili per la ricerca, la didattica, il racconto della storia. Tra i compiti dell'archivista, sempre piu' importante si dimostra quello di lavorare per allargare il pubblico interessato ai frutti del suo lavoro, per immaginare nuovi percorsi che permettano di raggiungere i documenti e di comprenderne la ricchezza informativa.
L'incontro di domani e' una prima occasione di riflessione su questi temi e di confronto con alcune esperienze innovative sia sul piano degli obiettivi sia su quello degli strumenti utilizzati.

Attraverso le esperienze maturate in capo ad alcuni archivi di stato del Nord Italia nel campo della comunicazione, della didattica e dello sfruttamento dei nuovi media (internet) si cerca di dare risposta alla domanda, crescente da più parti, di rendere l'archivio un'entità meno astratta ma anzi più vicina al grande pubblico. 

sabato, 17.10.09

CulturAccessibile: un convegno a Genova sull'accessibilità dei musei liguri

Non ci si può preoccupare di comunicare la cultura al pubblico se prima non si pensa al pubblico in tutta la sua interezza, intendendo con essa anche quel 13% della popolazione nazionale costituita da persone disabili o con difficoltà. Non si può pensare di fare una buona comunicazione se non ci si preoccupa di rendere accessibile a tutti quella comunicazione.

Si svolge a Genova il 22 ottobre 2009 (inizio dei lavori ore 9.45), presso la Sala Conferenze dell'Istituto Nautico San Giorgio (Calata Darsena - Porto Antico) il convegno "CulturAccessibile", che vuole presentare al pubblico i risultati dell'omonimo progetto avviato dalla Regione Liguria e ASL3, ma che soprattutto vuole fornire un quadro completo sull'accessibilità alla cultura, con l'intento di sensibilizzare funzionari, amministratori e quanti si occupano di Beni Culturali dell'importanza di iniziative per l'accessibilità alla cultura da parte di tutti.

17/10/09

Marina Lo Blundo

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